Formazione AI obbligatoria: cosa chiede l'AI Act alle aziende
Aggiornato al · di Pierluigi Amati e Luigi Di Marcantonio
In breve
- Sì, la formazione sull'intelligenza artificiale è un obbligo per le aziende che usano l'AI nel lavoro: lo prevede l'art. 4 dell'AI Act, applicabile dal 2 febbraio 2025.
- Dal 27 luglio 2026 il Digital Omnibus ha ammorbidito il testo: bisogna adottare misure per sostenere lo sviluppo dell'alfabetizzazione AI, senza garantire un livello specifico per ogni persona.
- Non serve una certificazione: basta un registro interno della formazione svolta.
- In Italia la legge 132/2025 aggiunge l'obbligo di informare i lavoratori sull'uso di sistemi di AI.
Cosa dice l'art. 4 dell'AI Act
L'AI Act (Regolamento UE 2024/1689) è la prima legge europea sull'intelligenza artificiale. L'articolo 4 riguarda l'alfabetizzazione in materia di IA, in inglese AI literacy: le competenze, le conoscenze e la comprensione che servono per usare i sistemi di AI in modo informato, conoscendone opportunità, rischi e possibili danni.
Nella versione in vigore dal 27 luglio 2026, modificata dal Regolamento (UE) 2026/1744 (il cosiddetto Digital Omnibus), fornitori e utilizzatori di sistemi di AI devono adottare misure per sostenere lo sviluppo dell'alfabetizzazione AI del proprio personale e di chi usa questi sistemi per loro conto. Le misure vanno commisurate alle competenze tecniche, all'esperienza e alla formazione delle persone, oltre che al contesto in cui l'AI viene usata.
Il testo precedente chiedeva di garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione. Ora la norma precisa che non serve garantire un livello specifico per ogni persona: l'obbligo resta, ma diventa un obbligo di mezzi e non di risultato. In pratica, l'azienda deve poter dimostrare di aver fatto qualcosa di concreto e proporzionato.
La mia azienda è coinvolta?
Quasi certamente sì. L'AI Act chiama deployer chiunque usi un sistema di AI sotto la propria autorità per un'attività professionale. La Commissione europea lo chiarisce con un esempio: un'azienda i cui dipendenti usano ChatGPT per scrivere testi pubblicitari o tradurre documenti rientra nell'obbligo, e le persone vanno informate sui rischi specifici, come le cosiddette allucinazioni.
Contano anche le funzioni di AI già incluse nei software che usate, come Copilot in Microsoft 365 o Gemini in Google Workspace, e gli strumenti che i colleghi usano per conto proprio senza che l'azienda lo sappia.
Cosa aggiunge la legge italiana sull'AI (L. 132/2025)
La legge 23 settembre 2025, n. 132, è in vigore dal 10 ottobre 2025 ed è la prima legge italiana sull'intelligenza artificiale. Per le aziende contano soprattutto due punti:
- Lavoro (art. 11): il datore di lavoro deve informare i lavoratori sull'uso di sistemi di AI, nei casi e con le modalità previste dalla normativa sul lavoro. L'AI va usata per migliorare le condizioni di lavoro, in modo sicuro, trasparente e non discriminatorio.
- Professioni intellettuali (art. 13): l'AI è ammessa solo come supporto, con prevalenza del lavoro umano. Il professionista deve dire al cliente se e in che misura la usa.
Le autorità nazionali di riferimento per l'AI sono AgID e l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
Le date dell'AI Act da segnare
1 agosto 2024
L'AI Act (Regolamento UE 2024/1689) entra in vigore.
2 febbraio 2025
Si applicano i divieti (art. 5) e l'obbligo di alfabetizzazione AI (art. 4).
2 agosto 2025
Regole per i modelli di AI per finalità generali, come quelli alla base di ChatGPT, Gemini e Claude.
10 ottobre 2025
Entra in vigore la legge italiana sull'intelligenza artificiale (L. 132/2025).
27 luglio 2026
Entra in vigore il Digital Omnibus (Reg. UE 2026/1744), che modifica l'art. 4 e rinvia gli obblighi per l'alto rischio.
2 agosto 2026
Obblighi di trasparenza (art. 50): dichiarare chatbot e contenuti generati, come i deepfake. Da agosto 2026 parte anche la vigilanza delle autorità nazionali.
2 dicembre 2027
Obblighi per i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III, tra cui selezione e gestione del personale.
2 agosto 2028
Obblighi per i sistemi ad alto rischio integrati in prodotti regolamentati (Allegato I).
Come mettersi in regola in 5 passi
- 1
Mappa gli strumenti di AI già in uso
Chatbot, assistenti e funzioni AI già attive in Microsoft 365, Google Workspace e nei gestionali. Includi gli usi personali per lavoro: la cosiddetta shadow AI.
- 2
Decidi quali strumenti sono approvati
Le versioni gratuite e quelle business offrono garanzie diverse su conservazione e riutilizzo dei dati inseriti.
- 3
Forma le persone in base al ruolo
Chi usa l'AI ogni giorno deve sapere cosa sa fare, dove sbaglia (le cosiddette allucinazioni) e quali dati non vanno mai inseriti. Non serve un corso tecnico.
- 4
Scrivi una AI policy aziendale
Strumenti approvati, dati vietati, verifica umana, trasparenza, referente AI, formazione e aggiornamento periodico.
- 5
Documenta e aggiorna
Tieni un registro interno della formazione: date, partecipanti, argomenti, materiali. Ripeti la formazione quando cambiano gli strumenti.
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Domande frequenti
La formazione sull'intelligenza artificiale è obbligatoria per tutte le aziende?
È obbligatoria per le aziende che usano sistemi di AI nella propria attività professionale (i “deployer” dell'AI Act) e per chi li sviluppa. Se i dipendenti usano ChatGPT, Copilot o Gemini per lavoro, l'azienda rientra nell'obbligo dell'art. 4.
Cosa è cambiato con il Digital Omnibus?
Dal 27 luglio 2026 l'art. 4 chiede di adottare misure per sostenere lo sviluppo dell'alfabetizzazione AI del personale, e precisa che non è richiesto di garantire un livello specifico per ogni persona. L'obbligo resta, ma diventa un obbligo di mezzi e non di risultato.
Serve un attestato o una certificazione?
No. Secondo le domande e risposte della Commissione europea non serve alcun certificato: basta conservare un registro interno delle attività di formazione svolte.
Ci sono sanzioni se non si fa formazione?
L'art. 4 non prevede una sanzione dedicata. Le autorità nazionali di vigilanza, operative da agosto 2026, possono però adottare misure proporzionate al caso. Una formazione assente pesa anche in caso di errori o incidenti causati da un uso scorretto dell'AI.
Quanto deve durare la formazione AI?
La legge non fissa una durata minima: la formazione va commisurata al ruolo, alle competenze delle persone e agli strumenti usati. Per chi usa l'AI generativa nel lavoro d'ufficio, un workshop pratico di mezza giornata è un buon punto di partenza.
Fonti
- Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), EUR-Lex
- Commissione europea, AI Literacy: Questions & Answers
- Regolamento (UE) 2026/1744 (Digital Omnibus sull'AI), EUR-Lex
- Legge 23 settembre 2025, n. 132 (legge italiana sull'intelligenza artificiale), Normattiva
Questa guida ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale. Per la tua situazione specifica rivolgiti a un consulente.